Gli Aghori: Origini, Credenze e Pratiche Misteriose

Scopri le radici e i segreti degli Aghori, una setta misteriosa dell'induismo con pratiche radicali e credenze uniche, guidate da Baba Keenaram.

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Gli Aghori sono una setta di asceti shaiviti che praticano una versione estrema dell’induismo, con rituali e pratiche misteriose e sconcertanti. In questo articolo vengono esplorati segreti e misteri degli Aghori, dal loro origine alla loro filosofia unica.

Chi sono gli Aghori?

Tutto il mistero che circonda gli Aghori ha intrigato studiosi e spirituali per secoli. È certo che hanno una storia piena di misteri, per cui molti studiosi hanno cercato di scoprire il percorso fino alle loro radici nelle antiche sette Kapalika e Kalamukha dell’induismo, emerse tra i secoli VII e VIII. Un dettaglio importante che devi sapere è che queste sette sono conosciute per le loro pratiche radicali e tantriche, che hanno gettato le basi per ciò che alla fine sarebbe diventata la tradizione Aghori.

Per quanto si sa, si crede che la tradizione Aghori sia stata fondata in India da Baba Keenaram, un asceta venerato come l’originatore della setta Aghori dello shaivismo. Nonostante la vita di Baba Keenaram sia circondata da miti e leggende, è considerato un’incarnazione di Shiva e il suo nascita è stata segnata da segni miracolosi che indicavano la sua divinità.

Chi è Baba Keenaram e quale è il suo lascito?

Baba Keenaram è conosciuto come il fondatore della tradizione Aghori. È considerato un essere illuminato che ha lasciato insegnamenti che ancora oggi ispirano le persone spirituali.

Si crede che sia nato nel villaggio di Ramgarg in Uttar Pradesh nell’anno 1658, durante un giorno auspicioso nel calendario indu. Fin da giovane, Keenaram ha mostrato una grande inclinazione verso lo spirituale, lasciando persino la sua casa all’età di 11 anni per trovare un guru.

Il suo incontro con Baba Kaluram, un discepolo di Dattatreya, ha segnato l’inizio del suo viaggio verso l’illuminazione. Così, sotto la guida di Baba Kaluram, è stato iniziato nel cammino Aghor e ha ricevuto i segreti dell’Aghorshastra. Ma non è tutto, ha anche ricevuto le benedizioni di Hinglaj Mata, la dea di Aghor, che gli ha conferito un mantra e un teschio, simboli sacri.

Come immaginerai, la vita di Baba Keenaram è stata sempre segnata dai viaggi che ha compiuto, sia in India che all’estero. Si crede abbia compiuto vari miracoli durante questi viaggi, guarendo persino altre persone utilizzando la sua divinità. Inoltre, ha fondato vari ashram e templi dove ha diffuso gli insegnamenti sacri dell’Aghor ai suoi discepoli e seguaci.

Il lascito che ha lasciato è riuscito a perdurare fino ai nostri giorni, mentre il suo samadhi a Varanasi, la città di Shiva, è un luogo di pellegrinaggio per molti devoti. Non c’è dubbio che abbia lasciato un grande lascito con gli Aghori.

Credenze e pratiche degli Aghori

Dentro della filosofia Aghori c’è la credenza nella non dualità (advaita), che è l’idea che tutti gli opposti sono in ultima analisi illusori. Cioè, cerca di superare i tabù e le norme sociali abbracciando la contaminazione e la degradazione, considerando questi atti come un mezzo per raggiungere uno stato alterato di coscienza.

Attraverso rituali che si oppongono alle nozioni di purezza nell’induismo ortodosso, come vivere nei cimiteri e meditare sui cadaveri, gli Aghori cercano di percepire la natura illusoria delle categorie convenzionali.

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Pratiche Aghori

Una delle ragioni per cui i rituali degli Aghori attirano molta attenzione è perché di solito sono macabri per natura. Per la loro realizzazione, vengono utilizzati teschi umani, ceneri di cremazione e persino consumano carne umana.

Queste pratiche, sebbene sconvolgenti per l’induismo convenzionale, servono a criticare le norme e le paure sociali. Accettando la morte come parte naturale dell’esistenza, gli Aghori cercano di superare la paura della morte e raggiungere l’illuminazione spirituale.

Caratteristiche distintive degli Aghori

Come avrai già notato, gli Aghori sono diversi dagli altri devoti di Shiva, come gli Shivnetras, che non partecipano a pratiche rituali estreme. Mentre gli Aghori mantengono legami molto stretti con gli Shivnetras, le loro pratiche sono caratterizzate dalla loro natura tamasica, che mira a trascendere gli attaccamenti e le limitazioni mondane.

Tradizioni degli Aghori

Al centro delle credenze degli Aghori c’è l’idea che ogni anima sia intrinsecamente divina, ma è ostacolata da otto grandi legami, tra cui il piacere sensuale, l’ira e l’avidità. Attraverso una rigorosa sadhana, o pratica spirituale, svolta nei campi di cremazione e attraverso altri mezzi non convenzionali, gli Aghori cercano di liberarsi da questi legami e raggiungere il moksha.

Le tradizioni degli Aghori seguono una filosofia monista, secondo la quale si sostiene che l’universo è uno e emana da Barahman, che è la realtà ultima.

In questo modo, per gli Aghori ogni persona è una manifestazione del divino.

Per raggiungere questo obiettivo e ottenere il moksha, gli Aghori praticano atti che sfidano le norme convenzionali legate alla moralità e alla purezza. Attraverso rituali come vivere nei luoghi di cremazione, spalmarsi cenere sui loro corpi e mangiare carne di cadaveri umani, gli Aghori cercano di trascendere la dualità della vita e della morte e raggiungere l’unità con il divino.

Ora sai chi sono gli Aghori e quali sono le loro credenze. È sorprendente che continuino a essere una fonte di fascinazione e mistero per molti.

La loro ricca storia di tradizione e la loro filosofia spirituale unica li distinguono come uno dei gruppi più enigmatici all’interno dell’induismo. Attraverso le loro pratiche sacre e la loro ricerca dell’illuminazione, gli Aghori ci ricordano la profondità e la diversità del cammino spirituale nell’India antica e moderna.

Cosa mangiano gli Aghori e perché sono temuti?

Gli Aghori sfidano le convenzioni sociali e si immergono nell’ignoto, sfidando i concetti di bene e male. Il loro obiettivo è trovare la bellezza in tutte le cose, affrontando senza paura i tabù e i pregiudizi della società.

Tuttavia, nonostante la loro ricerca spirituale, gli Aghori sono temuti da molti a causa delle loro pratiche non convenzionali. Tra queste pratiche, una delle più conosciute è il necrocannibalismo, dove consumano la carne dei morti gettati nel sacro fiume Gange.

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Dove vivono gli Aghori?

Gli Aghori hanno la loro casa principalmente nel nord dell’India, in luoghi come Benares e Bengala, così come in Nepal e in alcune parti del sudest asiatico. A Benares, si crede che questa setta abbia le sue radici, stabilendo campi sulla riva non sacra del Gange.

Curiosità degli Aghori

Prima di concludere, diamo uno sguardo ad alcune delle curiosità degli Aghori che pensiamo possano interessarti. Inoltre, queste curiosità aiutano a comprendere meglio come vivono e le tradizioni che mantengono:

  • Spiritualità e meditazione: Gli Aghori cercano la massima spiritualità attraverso pratiche di meditazione, utilizzando cannabis e alcol come strumenti nei loro rituali.
  • Astinenza sessuale: Come parte dei loro voti, gli Aghori devono astenersi dal fare sesso o formare coppie.
  • Iniziazione e apprendimento: Diventare Aghori comporta un rigoroso processo di apprendimento sotto la guida di un guru personale, che può durare almeno dodici anni.
  • Servizio ai vulnerabili: Nonostante la loro reputazione, gli Aghori si dedicano anche al servizio alla comunità. A Benares, hanno istituito un ospedale per trattare i malati di lebbra, combinando pratiche moderne e tradizionali.
  • Rispetto e Paura: Mentre in alcune aree rurali gli Aghori sono rispettati, in altri luoghi sono visti con timore e considerati stregoni.

Gli Aghori sono un enigma nella società indiana, un mix di timore e rispetto, di mistero e spiritualità. Attraverso le loro pratiche uniche e il loro stile di vita radicale, continuano a sfidare le norme ed esplorare i limiti dell’ignoto alla ricerca della verità spirituale.



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