Venezuela: vacanze nel paradiso, sul delta del fiume Orinoco

Paesaggio mozzafiato in Venezuela sul delta del fiume Orinoco, uno dei più grandi fiumi del mondo. Una visione che riporta alla mente le parole di Cristoforo Colombo...


Paesaggio mozzafiato in Venezuela sul delta del fiume Orinoco, uno dei più grandi fiumi del mondo. Una visione che riporta alla mente le parole di Cristoforo Colombo durante l’esplorazione del luogo: “Se esiste un paradiso, deve essere questo!” La calma dell’acqua, il riflesso degli alberi nelle acque cristalline e il canto degli uccelli creano una sensazione di pace e di armonia.

Capanne speciali, bungalow in specifiche parti del fiume e nei pressi dei suoi affluenti sono state allestite per accogliere i turisti. Il turista che ama le vacanze esotiche qui può pescare piranha, osservare le scimmie, i pappagalli e gli altri uccelli tropicali, visitare le tribù che vivono in canoa.
Visitare la tribù Warrao, che significa “popolo dell’acqua”, fa rendre conto conto di trovarsi veramente dall’altra parte della Terra. Questo popolo vive da sempre di ciò che offre loro il fiume e la giungla, ma negli ultimi anni i giovani della tribù hanno imparato a far fruttare le proprie abilità e la propria arte offrendole ai turisti. Così le sculture in legno e balsa diventano souvenir di cui i turisti fanno man bassa. Degli accampamenti primitivi hanno cominciato a sorgere sulle rive del fiume, e le capanne sostituiscono ora le barche e le canoe che nel passato erano l’unico rifugio e l’abitazione degli indigeni. Le stesse barche, ormai, hanno cominciato a viaggiare anche a motore.

Eppure, la tribù resta ancora molto legata alle acque del fiume e alle proprie imbarcazioni, e ancora desta sorpresa nel turista come questi individui si siano adattati alle condizioni di vita estreme che offrono loro il fiume e la giungla.

Noi turisti occidentali, infastiditi dagli innumerevoli insetti, punti continuamente dalle zanzare, dobbiamo lettrealmente inondarci di creme repellenti. Perdiamo l’orientamento appena volgiamo lo sguardo, impossibile ricordare dove abbiamo lasciato la nostra barca, la giungla sembra averci divorato non appena la nostra guida si allontana per un istante.
Per gli indigeni, ovviamente, ogni foglia, ogni albero, ogni richiamo di uccello è un chiaro segno, un mezzo di orientamento: le foglie di una pianta contengono una sostanza detergente, alcune canne immagazzinano in modo naturale l’acqua da bere, il suono dei tronchi, percossi ad arte, permettono di comunicare attraverso la giungla. Ma il turista, senza l’aiuto di una guida, non potrebbe sopravvivere alla natura selvaggia e prorompente della giungla. E il nostro pensiero torna a Cristoforo Colombo: se questo è il paradiso, lo è per la tribù dei Warrao. Per noi visitatori sprovveduti, come forse anche per Colombo, resta una esperienza entusiasmante, che è bene che abbia un fine, con la fine della vacanza. (Foto: @Gosia Malochleb – Flickr.com)

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