Nel Mare Adriatico ci sono circa 1.200 isole, di cui solo 69 stabilmente abitate. La Croazia da sola conta 78 isole, 524 isolotti e 642 scogli — tanto da guadagnarsi il soprannome di terra delle mille isole. Eppure, ogni estate, i flussi turistici si concentrano sulle stesse destinazioni: Hvar, Brač, Korčula. Le isole adriatiche nascoste — quelle che non appaiono nelle brochure dei tour operator e che non hanno ancora un hashtag da centomila post — esistono, e chi le trova tende a non raccontarle troppo in giro.
Un arcipelago che non finisce mai: perché l’Adriatico sorprende ancora
L’arcipelago dalmata si estende lungo tutta la costa orientale dell’Adriatico, con isole che variano enormemente per dimensione, morfologia e carattere. Alcune sono collegate da traghetti frequenti e hanno sviluppato un’infrastruttura turistica consolidata. Altre si raggiungono solo con imbarcazioni private o con piccoli ferry che partono una volta al giorno, e questo — più di qualsiasi campagna di comunicazione — le ha tenute fuori dai circuiti di massa.
Il paesaggio è quello tipico della costa dalmata: pinete che scendono fino all’acqua, fondali rocciosi che passano dal verde al blu profondo in pochi metri, borghi di pescatori dove le barche sono ancora strumento di lavoro e non solo fondale fotografico. Viaggiare in questa parte del Mediterraneo significa accettare un ritmo diverso: meno servizi, meno certezze logistiche, ma anche meno rumore.
Sveti Klement e l’arcipelago Pakleni: la quiete a due passi da Hvar
L’arcipelago Pakleni si trova proprio di fronte al porto di Hvar, una delle mete croate più frequentate. Eppure le isole che lo compongono — tra cui Sveti Klement, la più estesa — vivono in una dimensione completamente diversa rispetto alla movida dell’isola principale. Sveti Klement ha qualche ristorante, una piccola baia attrezzata e sentieri che attraversano la macchia mediterranea. Niente hotel di lusso, niente discoteche.
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La particolarità di questi luoghi è proprio la prossimità paradossale: in meno di venti minuti di taxi boat si passa da Hvar — con i suoi bar aperti fino all’alba e le navi da crociera ancorate in rada — a un’isola dove il suono dominante è quello dei grilli. Chi cerca questo tipo di contrasto lo trova qui, senza dover pianificare un viaggio complicato.
Šolta: vino, ulivi e una costa che non ha fretta di mostrarsi
A differenza di Hvar o Brač, Šolta non ha spiagge da cartolina immediatamente riconoscibili. La sua costa è frastagliata, con calette strette e fondali che richiedono di essere esplorati con calma, preferibilmente con una piccola imbarcazione. L’entroterra è punteggiato di uliveti e vigneti: la produzione locale di vino e olio è una delle ragioni per cui l’isola merita una visita anche al di là del mare.
Il borgo principale, Grohote, si trova nell’interno — scelta tipica delle isole dalmate, costruite lontano dalla costa per ragioni difensive. Maslinica, sul lato occidentale, è il villaggio più vicino al mare e ha un piccolo porto con qualche ristorante. I traghetti da Split raggiungono Šolta in circa un’ora, il che la rende accessibile anche come gita di un giorno, ma chi ci passa la notte capisce che il ritmo dell’isola si apprezza davvero solo al mattino presto o dopo il tramonto.
Le isole adriatiche nascoste sul lato italiano: le Tremiti e oltre
Sul versante italiano dell’Adriatico, le Isole Tremiti rappresentano uno dei rifugi più interessanti: un arcipelago avvolto da fitte foreste, con acque tra le più limpide del Mediterraneo centrale. Si trovano al largo del Gargano, in Puglia, e si raggiungono con aliscafi da Termoli, Vieste o Manfredonia. La stagione utile è concentrata tra maggio e settembre, ma i mesi di spalla — giugno e settembre — offrono un equilibrio migliore tra clima, affollamento e prezzi.
L’isola di San Domino è la più grande e l’unica con strutture ricettive; San Nicola ospita un’abbazia benedettina medievale che vale da sola il viaggio. Capraia, Pianosa, Marettimo nel canale di Sicilia: il Mediterraneo italiano ha ancora molte isole che non hanno raggiunto la saturazione turistica delle destinazioni più note, e spesso bastano poche ore di navigazione in più per trovare una costa completamente diversa.
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Chios e il Mediterraneo orientale: un’isola che produce ancora mastice
Spostandosi verso il Mediterraneo orientale, Chios è una delle isole greche meno visitate rispetto alla sua effettiva ricchezza storica e paesaggistica. L’isola è nota per la produzione di mastiha, la resina del lentisco che cresce qui in forma endemica e che viene usata in cucina, in cosmetica e nella produzione di liquori. I villaggi del sud dell’isola — i cosiddetti mastichochoria — hanno un’architettura medievale che riflette secoli di influenze diverse, tra cui quella genovese, ben visibile nelle torri e nelle mura di Mesta e Pyrgi.
Chios si raggiunge in aereo da Atene o con traghetti dalla costa turca e da altre isole dell’Egeo. Non è una destinazione per chi cerca la spiaggia organizzata con lettini e ombrelloni numerati: è un’isola da percorrere lentamente, tra sentieri nell’entroterra, laboratori artigianali e taverne che servono piatti cucinati con la mastice. Per chi vuole capire qualcosa di più del Mediterraneo — non solo nuotarci dentro — vale la deviazione.
Come orientarsi nella scelta: stagione, logistica e aspettative
Le isole meno frequentate hanno quasi sempre una stagione utile più breve rispetto alle destinazioni principali. I traghetti per le isole minori croate, ad esempio, possono ridursi drasticamente fuori dall’estate, rendendo alcune destinazioni di fatto inaccessibili tra ottobre e aprile. Prima di prenotare vale la pena verificare gli orari aggiornati dei traghetti direttamente sui siti delle compagnie di navigazione locali — le informazioni cambiano ogni stagione.
Un altro elemento da considerare è la disponibilità di alloggi: molte di queste isole hanno pochissime strutture ricettive, spesso a gestione familiare, che si esauriscono rapidamente nei mesi di luglio e agosto. Prenotare con anticipo non è un consiglio generico: in certi casi è l’unica differenza tra trovare un posto dove dormire e dover tornare sulla terraferma la sera stessa. Per chi preferisce la flessibilità, un’imbarcazione a noleggio — anche un piccolo gommone — cambia completamente le possibilità di esplorazione.
Le isole adriatiche nascoste non lo resteranno per sempre: la pressione turistica si sposta, i social accelerano la scoperta, e quello che oggi è fuori dai radar domani potrebbe finire su qualche lista delle “mete del momento”. Ma per chi parte adesso, con una logistica ragionata e aspettative calibrate sulla semplicità, queste isole offrono qualcosa che le destinazioni più famose hanno già perso da tempo: la sensazione di essere arrivati in un posto che non stava aspettando di essere trovato. Puoi consultare le informazioni geografiche ufficiali sulla costa e le isole croate sul portale ufficiale della Croazia per orientarti prima di partire.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
Scopri le isole adriatiche nascoste oltre il turismo di massa: da Sveti Klement ai borghi di pescatori croati, acque cristalline e paesaggi primordiali.






