Nell’estate del 2026, il Mediterraneo funziona ancora da bussola per chi cerca qualcosa di diverso dai soliti approdi. Non servono mete esotiche o voli intercontinentali: bastano due isole — una greca, una croata — che la maggior parte dei turisti ancora ignora, e che offrono proprio quello che le destinazioni più celebrate hanno smesso di garantire da anni. Chios e Šolta sono tra le isole mediterraneo autentiche più interessanti del momento: non perché siano “segrete” (un termine abusato), ma perché conservano ritmi, paesaggi e tradizioni che altrove si stanno erodendo sotto il peso del turismo di massa.
Chios: un’isola nell’Egeo settentrionale con una storia densa
Chios si trova nell’Egeo settentrionale, a pochi chilometri dalla costa turca. È un’isola greca con una presenza umana stratificata nel tempo, una tradizione marittima consolidata e una produzione che la rende unica al mondo: la mastiha, la resina di lentisco raccolta da secoli nei villaggi del sud dell’isola. Il Mastic Museum sull’isola racconta questa storia con una certa profondità — non è il solito museo folkloristico, ma un percorso che collega botanica, economia locale e identità culturale.
La mastiha è una resina trasparente, leggermente aromatica, che viene raccolta a mano dai tronchi degli alberi di lentisco. Per migliaia di anni ha avuto usi medicinali, culinari e cosmetici. Ancora oggi è l’ingrediente di liquori, dolci, gomme da masticare e prodotti farmaceutici. Visitare i villaggi del sud dell’isola dove si coltiva questa pianta significa capire come un intero territorio abbia costruito la propria identità attorno a una singola risorsa naturale.
Chios ha anche un lato più spettacolare, nel senso letterale del termine: ogni anno, nella notte di Pasqua, due chiese rivali del villaggio di Vrontados si sfidano lanciando migliaia di razzi artigianali l’una verso l’altra. Il rouketopolemos — la “guerra dei razzi” — è uno degli eventi folkloristici più singolari della Grecia, e attira ogni anno una folla di curiosi. Se il tuo viaggio coincide con la Pasqua ortodossa, vale la pena pianificare la presenza.
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Dal punto di vista pratico, Chios è raggiungibile in traghetto dal Pireo (il porto di Atene) e dispone di un piccolo aeroporto con collegamenti domestici. L’estate è la stagione più frequentata, ma l’isola è abbastanza grande e sufficientemente poco nota da non soffrire l’affollamento di Mykonos o Santorini. La primavera — tra aprile e giugno — è probabilmente il periodo più equilibrato: clima mite, paesaggio verde, turismo contenuto.
Il contesto più ampio: perché il 2026 è un anno diverso per le isole greche
Non è un caso che destinazioni come Chios stiano guadagnando visibilità proprio adesso. Nel 2025 la Grecia ha introdotto una nuova tassa sulle crociere, misura che ha spinto una parte dei viaggiatori a ripensare i propri itinerari e a esplorare isole meno servite dalle grandi navi. Il risultato è un rinnovato interesse per le isole mediterraneo autentiche — quelle che non compaiono nei cataloghi dei tour operator generalisti, ma che offrono un’esperienza più diretta con il territorio.
Chios rientra esplicitamente tra le isole greche meno affollate consigliate per l’estate 2026, secondo Lonely Planet Italia. Non è una novità assoluta — chi la conosce la frequenta da anni — ma è un segnale che il turismo consapevole si sta spostando in questa direzione.
Šolta: l’isola croata a un traghetto da Spalato
Dall’altra parte dell’Adriatico, in Dalmazia, Šolta è un’isola piccola e raggiungibile in modo sorprendentemente semplice: basta prendere un traghetto da Spalato, una delle città costiere più connesse della Croazia. La traversata è breve, e questo la rende accessibile anche a chi non vuole costruire un itinerario complicato.
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Šolta è considerata una delle isole croate più interessanti per il 2026 da chi segue i trend del turismo indipendente. Non ha la fama di Hvar o Brač, e proprio per questo mantiene un carattere più tranquillo. Le baie sono riparate, l’entroterra è collinare e punteggiato di uliveti, e i villaggi conservano una scala umana che nelle isole più note si è persa da tempo.
Per chi cerca le isole mediterraneo autentiche senza rinunciare alla comodità logistica, Šolta è un punto di partenza interessante: si può usare Spalato come base e raggiungere l’isola per una o più giornate, oppure scegliere di dormire sull’isola stessa e tornare a Spalato per le escursioni. La stagione migliore è quella che va da maggio a settembre, con il picco di luglio e agosto che porta più visitatori ma che sull’isola si gestisce ancora senza le code tipiche delle destinazioni più famose.
Come scegliere tra le due: due isole, due logiche di viaggio
Chios e Šolta non sono intercambiabili — rispondono a esigenze diverse. Chios è l’isola giusta per chi vuole un viaggio con contenuto culturale e storico forte, un paesaggio articolato tra mare e entroterra, e la possibilità di capire qualcosa di specifico su un territorio. La mastiha, il festival di Pasqua, la posizione nell’Egeo vicino alla Turchia: sono elementi che danno all’isola una personalità precisa.
Šolta è invece l’isola per chi vuole rallentare, staccare da Spalato per qualche giorno, trovare una baia tranquilla e un ritmo mediterraneo senza troppe complicazioni logistiche. Non è un’isola da “fare” in senso stretto — è un’isola da abitare per qualche giorno.
In entrambi i casi, il consiglio più utile è lo stesso: prenotare con anticipo gli alloggi, perché la capacità ricettiva è limitata e la domanda su queste mete sta crescendo. Non perché manchino settimane con disponibilità, ma perché le strutture più interessanti — piccole, a gestione familiare, spesso con cucina locale — si esauriscono prima delle grandi catene. È il prezzo dell’autenticità: vale la pena pagarlo in anticipo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








