Africa: Viaggi Responsabili in Kenya Senegal e Madagascar | Turismo Sostenibile

L’Assemblea dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha stabilito che il 2017 fosse “l’Anno internazionale del turismo responsabile per lo sviluppo,...


Viaggi Responsabili in Kenya Senegal e Madagascar | Turismo Sostenibile in Africa

L’Assemblea dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha stabilito che il 2017 fosse “l’Anno internazionale del turismo responsabile per lo sviluppo, per favorire l’ambiente e le economie in difficoltà”.

Il concetto di turismo sostenibile indica un modo di viaggiare “nel rispetto del pianeta” che non alteri l’ambiente e non ostacoli lo sviluppo di altre attività di tipo sociale ed economico.

Il tour operator Evolution Travel propone alcuni interessanti itinerari di viaggi responsabili. Nel cuore dell’Africa, tra progetti di comunità, etnie leggendarie e natura selvaggia in Kenya, partendo dalla sua capitale, Nairobi. Oppure in una delle maggiori metropoli africane del Senegal, a Dakar, tra parchi e progetti solidali. E infine in Madagascar, tra cultura e tradizioni di un’isola Continente, partendo da Antananarivo.

KENYA – NAIROBI

L’itinerario parte da Nairobi dove, guidati dagli ex-bambini di strada, si visiteranno i centri della Koinonia Community di Nairobi, fondata dal padre comboniano Renato Kizito Sesana. Sarà occasione per conoscere la realtà e i contrasti in cui vive la popolazione, attraverso le visite ai centri di accoglienza per bambini di strada. Si raggiungerà, poi, il quartiere periferico di Dagoretti, un centro polifunzionale dove hanno sede molte attività avviate negli ultimi dieci anni dalla Koinonia Community. A seguire, sarà possibile visitare il City Market e si avrà modo di osservare l’artigianato proveniente da tutto il Kenya.

Dalla capitale, si prosegue per visitare “Rift Valley” la culla dell’umanità: una immensa fenditura nella crosta terrestre che attraversa l’Africa dalla Tanzania fino al Sudan. A seguire si passerà da Narok per poi proseguire verso la riserva nazionale del Maasai Mara, la più famosa di tutto il paese. Dalla savana il viaggio continuerà verso Talek Gate, con proseguimento a Narok verso la cittadina di Naivasha e le sponde del lago. Si avrà la possibilità di provare l’emozione unica di pedalare fra gazzelle e giraffe all’interno del Hells Gate National Park, dove i più temerari potranno visitare l’impressionante canyon che dà il nome al parco.

Il viaggio continuerà nella zona intorno al Monte Kenya, la seconda montagna d’Africa. Si raggiungerà Nyahururu, cittadina a 2400 mt di altitudine e situata proprio sull’Equatore, conosciuta per le cascate scoperte dall’esploratore Thomson nella seconda metà del XIX secolo. In direzione verso Naro Moru si potranno visitare le suggestive grotte Mau-Mau, dove si nascosero i combattenti per la libertà del paese durante la guerra per l’indipendenza dagli inglesi.

A seguire, Nanyuki, piccola cittadina da cui si gode di un magnifico panorama sul Monte Kenya, dove si ha la possibilità di visitare una cooperativa femminile che produce lana, attraversando le zone collinari, in un paesaggio dominato dalla cima innevata della seconda montagna d’Africa. La cooperativa agricola Meru Herbs, i cui prodotti sono distribuiti nei circuiti del commercio equo, è situata nella lussureggiante campagna a sud di Meru.

In compagnia di Andrea Botta, fondatore della cooperativa, si avrà la possibilità di passeggiare sulla collina dei serpenti, da cui, nelle giornate serene, si può scorgere la cima del Monte Kenya e da cui si può contemplare un magnifico panorama su tutta l’area della cooperativa agricola. Il viaggio prosegue verso sud, per Karatina, per poi ripartire in direzione di Ndugu Mdogo, in swahili “piccolo fratello”, centro di prima accoglienza per bambini di strada della Koinonia Community, nella baraccopoli di Kibera, una delle più grandi e densamente popolate di Nairobi.

SENEGAL – DAKAR

Un intenso viaggio di turismo responsabile parte da Dakar, nel cuore del Senegal, per proseguire verso il nord, dove si ha la possibilità di conoscere più da vicino la realtà senegalese, le tecniche tradizionali di tintura dei batik, i suoi ritmi travolgenti, l’economia tradizionale, i progetti di formazione e avviamento di micro-imprese e la quotidianità delle culture peul e wolof. L’itinerario parte col trasferimento a Beud Dieng, punto di riferimento dell’associazione “Sunugal”, per poi proseguire in direzione del deserto des Niayes con pernottamento in tende mauritane tra stelle e puro silenzio. Arrivando a Lompoul sur mer, presso Casa Meissa, con i responsabili del progetto di turismo di ACTU, Associazione Culturale Trait d’Union, che sostiene la comunità e lo sviluppo del territorio, è possibile visitare il parco della Langue de Barbarie, caratterizzato da una lunga e sottile striscia di sabbia che per 60 km separa il fiume Senegal dall’oceano Atlantico.

Il viaggio continua verso la valle del fiume Senegal, al confine con la Mauritania, dove si ha l’opportunità di visitare i progetti dell’Asescaw, associazione locale di contadini con cui la ONG CISV collabora in un progetto di formazione tecnica, per toccare con mano il cuore dell’economia tradizionale del paese, l’allevamento e la risicoltura, per avvicinarci alla quotidianità delle culture peul e wolof.

Da non perdere il Parco Djoudj e la visita al Parc National des Oiseaux du Djoudj, terza riserva ornitologica al mondo. A Saint Louis, la cui città vecchia è stata inserita nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, si ha l’occasione di passeggiare su un ponte progettato da Gustav Eiffel. Si prosegue verso Louga, nel cuore del Sahel, sede del CISV, dove si ha la possibilità di incontrare le donne dell’associazione ADKSL, per scoprire i segreti della cucina tradizionale senegalese oltre che partecipare a lezioni di tecniche della tintura batik.

Il villaggio di Beud Dieng è da anni punto di riferimento dell’associazione Sunugal e, come la gran parte delle piccole realtà contadine senegalesi, patisce ogni anno i cambiamenti climatici, la riduzione delle piogge stagionali e l’accelerarsi della desertificazione. La speranza per questo villaggio è che possa esser guidato verso intelligenti tecniche agricole e di piccola produzione artigianale.

L’itinerario prosegue col trasferimento a Touba, città sacra della confraternita sufi Mouride. Touba appartiene alla regione Djourbel ed è visitata da milioni di fedeli che provengono da tutto il Senegal per pregare nella maestosa moschea dove è stato sepolto Cheick Amadou Bamba, fondatore della confraternita Mouride. La caratteristica di questa moschea, oltre i cinque minareti che dominano l’intero edificio, è la biblioteca, che contiene le opere complete del santo sufi.

Il viaggio continua verso N’Dem, dove è stata avviata l’Agricoltura Biologica, la realizzazione di Biocombustibile, Atelier di Tessitura e di Artigianato anche con beni di recupero. Le opere che nascono a N’Dem sono poi promosse e vendute dagli atelier Maam Samba in Senegal e dalla cooperativa Chico Mendes di Milano. A Dakar si ha la possibilità di visitare l’Isola di Gorée, nota come l’avamposto del mercato degli schiavi verso le Americhe e, per questo, fu nominata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità come Luogo della Memoria.

L’associazione Sunugal, che è nata a Milano, ha aperto le porte del progetto alternativo di sartoria ed educazione: il Centre Socio Culturel de Formation en Coupe et Couture; un importante punto di riferimento culturale e professionale che offre a circa 130 allieve un percorso per imparare un mestiere, nozioni necessarie all’avvio di un percorso autonomo di professione e di vita, all’inserimento in una rete di micro-imprese.

MADAGASCAR – ANTANANARIVO

“Ciò che l’occhio ha visto, il cuore non dimentica” è un antico proverbio malgascio. L’itinerario parte dalla sua capitale, Antananarivo e da lì si ha la possibilità di visitare villaggi e comunità dell’artigianato locale, effettuando anche escursioni tra risaie e villaggi di agricoltori, immergendosi a diretto contatto

con la natura tra i parchi nazionali malgasci fino ad arrivare sull’oceano Indiano, per vivere e visitare questo paese nei suoi aspetti più caratteristici e singolari, condividendo con gli abitanti del luogo alcuni momenti della giornata.

Il viaggio alla scoperta dell’isola parte con una visita alla comunità Akamasoa, fondata da Padre Pedro per le famiglie che vivevano nei pressi della discarica. Tale comunità fu, in seguito, aperta a coloro che non hanno una fissa dimora ed oggi è costituita da 5 centri divisi in 17 villaggi che ospitano adulti e bambini. Si prosegue verso Ambatolampy, una piccola cittadina conosciuta per le sue fonderie artigianali di pentole in alluminio, dove si ha la possibilità di visitare i laboratori e la zona del mercato.

Arrivando a Antsirabe, situata a 1600 mt di altitudine, capitale malgascia al tempo della colonizzazione francese, poi costruita dai missionari protestanti norvegesi, è ubicato il soggiorno situato sulle rive del Lago Andraikiba. Questa cittadina è conosciuta, oltre che alla sua birra Three Horses, come uno dei migliori centri di commercio di pietre semi-preziose, che venivano tagliate e vendute nei vari negozietti sulle rise di un lago vulcanico.

A circa 20 km da Antsirabe, è situata la cittadina di Betafo, famosa per la sua produzione di tegole per tetti e per le tombe dei re nei pressi del lago vulcanico Tatamarina, dove è possibile fare un’escursione passando tra i sentieri che costeggiano le risaie e i villaggi degli agricoltori. I villaggi dell’etnia Zafimaniry, riconosciuti come patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, meritano una visita più approfondita grazie alla straordinaria abilità nel lavorare il legno. Attraverso colline maestose, è ubicato il villaggio di Ifasina, dove è possibile osservare le abitazioni in legno intarsiato ed incontrare gli anziani del luogo durante uno scambio di discorsi nella forma detta “Kabary”.

A seguire, si ha l’opportunità di visitare la comunità Akanin’ny Marary, un’associazione che si occupa di persone affette da diverse disabilità. Con la compagnia di Suor Luigina, si potrà visitare il carcere locale, dove sono state realizzate alcune opere con il contributo dei viaggiatori; tale visita è uno strumento utile per migliorare la condizione dei detenuti.

L’itinerario prosegue per Fianarantsoa, la città più importante dell’etnia “Betsileo”, che significa “invincibili”. Il suo nome, in breve “Fiana”, significa “posto di buona cultura” ed è nota per lo straordinario numero di chiese. Il viaggio continua verso Manakara, una delle tratte più suggestive al mondo; si tratta della vecchia strada ferrata, costruita dai francesi per consentire lo scambio di merci tra la costa e l’altopiano che si snoda tra foreste e montagne. Con il soave risveglio del fruscio dato dalle onde dell’oceano indiano, che lambiscono la spiaggia, è prevista un’escursione in piroga lungo il Canale Pangalanes. Si tratta di una via d’acqua che corre parallela al mare, lunga circa 600 km e costruita dai francesi per trasportare le merci sulle chiatte.

Alla volta di Fianarantsoa, passando per Ranomafana, è possibile, per chi è interessato, fare un’escursione al parco nazionale, caratterizzato da una foresta tropicale di montagna dove si possono osservare alcune specie di lemuri e una vasta selezione di piante ed insetti. Prima di ripartire verso sud, è possibile visitare il nucleo della storica città fondata nel 1830 dalla regina Ranavalona.

La parte alta della città di Fianarantsoa, caratterizzata dalle sue stradine strette e tortuose, è stata riconosciuta dall’UNESCO, mentre la Città Bassa, più tetra e buia, è un brulicare di persone e bancarelle che gravitano attorno allo splendido esempio di architettura coloniale. Ambalavao è una cittadina conosciuta per aver importato dalla costa est agli altipiani la tecnica di lavorazione della carta “Antaimoro”.

Proseguendo lungo un tratto di strada panoramico, caratterizzato da montagne di granito e suggestivi villaggi, si arriva a Ihoshy, la capitale del popolo dei “Bara”, che ha mantenuto l’usanza di rubare il bestiame come rito di iniziazione all’età adulta. Passando per l’altopiano dell’Horombé si può ammirare e contemplare l’immensa prateria, tanto grande da non riuscire a vederne la fine. A circa una quarantina di chilometri da Ranohira, è ubicato un grande insediamento-baraccopoli di minatori in cerca di pietre semipreziose.

Nei pressi di Tulear si intravede la città che si presenta da lontano con un centinaio di case bianche che contrastano con il territorio in parte boschivo ed in parte desertico. Il Tropico del Capricorno è abitato dalle etnie “Vezo” e “Masikoro” , caratterizzato da un impianto urbanistico francese con grandi boulevard e architetture coloniali. L’avventura continua con la spettacolare visita del Parco dei Setti Laghi, un sito ancora poco conosciuto. Ad Anakao si arriva via mare, con una piccola barca a motore, dove si potrà osservare il villaggio dei pescatori della sotto-etnia dei “Sara”, che hanno il dono naturale di poter immergersi a lungo in apnea. La spiaggia è suggestiva, caratterizzata da fondali trasparenti che permettono di fare splendide immersioni.

Prezzi e informazioni sul sito https://eticoesolidale.evolutiontravel.it

Foto twitter @gordaentobogan

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