Repubblica Dominicana: la regina caraibica del golf

L’isola vanta il numero più alto di green vista mare di tutti i Caraibi

Repubblica Dominicana: la regina caraibica del golf

La Repubblica Dominicana, che vanta circa trenta green su tutto il territorio, ha raggiunto anche il primato di detenere ben 7 campi con 86 buche vista mare rispetto a tutti i Caraibi. Di questi fa parte il Playa Grande Golf Course a Rio San Juan a nord del paese, un campo creato da Robert Trent Jones Sr e rimodernato dal figlio Rees Jones, che è stato recentemente riaperto e presentato durante la famosa fiera del golf PGA Show ad Orlando.

Playa Grande Golf Course offre ai golfisti la possibilità di giocare in un contesto unico con vista su un mare cristallino in quanto più della metà delle buche si trova lungo i 30 metri di scogliera che costeggiano l’Oceano Atlantico. A seguito della riprogettazione di sei delle nove buche, per dare spazio al nuovo Amanera Resort sul bordo della scogliera, le ultime cinque buche sono state progettate vicinissime al mare. Da metà gennaio a metà marzo, dal campo è possibile scorgere anche migliaia di megattere che migrano verso nord-ovest, a Samanà Bay, per accoppiarsi e partorire. A volte, questi cetacei possono essere visti anche da altri campi da golf, fra i quali Corales e Punta Espada sulla punta più orientale del paese.

Corales e Punta Espada sono due fra gli altri cinque campi da golf sulla costa che hanno buche vista mare. Otto delle buche di Punta Espada danno sul mare, mentre 13 delle sue 18 buche danno sull’oceano. Non solo: Punta Espada, progettato da Jack Nicklaus, questo mese festeggia l’ottavo anno consecutivo in cui detiene il primo posto nella lista di GolfWeek’s Best of the Caribbean & Mexico. Progettato da Tom Fazio, Corales vanta una delle ultime buche più belle nel mondo del golf: le ultime tre buche, chiamate il Devil’s Elbow, culminano in un’ultima, 18esima buca a “u” che costeggia la baia. Su 18 buche, 12 sfociano sul mare e quattro sull’oceano. Invece, delle 27 buche appartenenti alla vicina Cana, 14 permettono ai golfisti di vedere l’oceano e di giocare direttamente accanto all’acqua, incluse le due buche del suo campo Arrecife.

Inaugurato nel 1971 e rinnovato nel 2005, Teeth of the Dog è uno dei quattro campi progettati da Pete Dyes nel Resort Casa de Campo a La Romana sulla costa sud-est.

Giudicato il più bel campo caraibico, è da sempre nelle classifiche dei top 100 al mondo. Uno spettacolare campo par 72, con 7 buche sul mare dei Caraibi tra rocce e vento, è stato il primo campo da golf della Repubblica Dominicana ad usare la bellezza del mare a proprio favore, facendo inserire la Repubblica Dominicana nella mappa del Golf Mondiale. Il suo nome deriva dalle frastagliate formazioni rocciose che si affacciano sul mar Caraibico, sul quale Dye progettò il green. Il campo vicino, Dye Fore, è situato sulle scogliere vicino alla valle del fiume Chavòn e ha 13 buche con vista sul mare dei Caraibi.

A nord invece si trova Playa Dorada Golf Club a Puerto Plata, un altro campo progettato da Trent Jones che ha quattro buche affianco all’Atlantico e cinque buche con vista sull’oceano. Si possono ammirare paesaggi degustando specialità locali alla buca 19 dopo una lunga e sofferta sfida con i propri compagni di gioco. Molti dei migliori campi del paese hanno la 19esima buca riservate al relax: in particolare, la più bella si trova a La Cana Golf & Beach Club su una spiaggia di sabbia bianca e l’azzurro dei Caraibi. Anche i bar clubhouse di Punta Espada e Corales hanno una splendida vista mare.

Se si preferisce un cambio di scenario, si possono provare alcuni dei 12 campi da golf nell’entroterra dell’isola. Essi comprendono The Lakes Barceló Golf Course, con 25 laghi incastonati all’interno di una foresta di mangrovie; il campo progettato da Nicklaus Design presso il Golf Club Hard Rock a Cana Bay, con ampi e cangianti fairways, green ben protetti e dove dei fenicotteri rosa che vivono in un lago vicino al 18° green aggiungono un tocco di colore; e il Guavaberry Golf & Country Club, progettato da Gary Player e a 30 minuti dall’aeroporto della capitale Santo Domingo, al confine con una foresta tropicale fiancheggiata da imponenti palme.

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