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L’Amerigo Vespucci a Trieste: l’iconico veliero della Marina Militare arriva dall’8 al 12 ottobre

L'Amerigo Vespucci a Trieste: il veliero più bello del mondo arriva dall'8 al 12 ottobre 2026

Sono bastati pochi giorni per riempire le banchine di Trieste di curiosi, appassionati di mare e famiglie con bambini: la Nave Scuola Amerigo Vespucci è ormeggiata al Molo Bersaglieri dall’8 al 12 ottobre 2026, e la sua presenza in città segna la tappa finale del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026. Un evento che vale il viaggio, anche solo per vedere da vicino uno dei simboli più riconoscibili della Marina Militare Italiana.

Perché Trieste e perché proprio adesso

Trieste non è una scelta casuale. La città giuliana ha un rapporto viscerale con il mare — lo si sente nell’architettura del porto, nella Bora che spazza il Carso, nella Barcolana che ogni ottobre trasforma il Golfo in un teatro a cielo aperto. Portare qui l’Amerigo Vespucci per chiudere la campagna mondiale significa restituire la nave all’Adriatico con una certa solennità.

Il Tour Mondiale è un’iniziativa del Ministero della Difesa e della Marina Militare, pensata per promuovere l’Italia nel mondo attraverso uno degli strumenti di soft power più efficaci che il Paese abbia a disposizione: una nave storica che naviga, attracca, apre i portelloni e lascia salire a bordo chiunque voglia capire cos’è davvero. Durante l’intero tour mondiale, la nave ha registrato più di 109.000 visitatori — un numero che dice molto sull’attrazione che questo veliero esercita, indipendentemente dalla latitudine in cui si trova.

Una nave varata nel 1931, ancora in servizio attivo

L’Amerigo Vespucci è un veliero a motore varato il 22 febbraio 1931. Quasi un secolo di navigazione, eppure lo scafo nero con le due strisce bianche che corrono lungo i fianchi non ha perso nulla della sua presenza scenica. Vista dal molo, con l’alberatura che si staglia contro il cielo di ottobre, è il tipo di imbarcazione che fa fermare la gente sul marciapiede.

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Il suo motto — Non chi comincia ma quel che persevera, attribuito a Leonardo da Vinci — è inciso nella cultura della nave quanto lo è nella tradizione marinara italiana. È una frase che funziona bene anche come filosofia di viaggio: non basta partire, bisogna continuare.

La nave è la nave scuola per eccellenza della Marina Militare: a bordo si formano gli allievi ufficiali, imparando a navigare su un vascello che non concede scorciatoie tecnologiche. Manovrare le vele, interpretare il vento, lavorare in squadra su un’imbarcazione del genere è un’esperienza che nessun simulatore può replicare.

Amerigo Vespucci a Trieste: cosa aspettarsi al Molo Bersaglieri

Dal 8 al 12 ottobre 2026, il Molo Bersaglieri diventa il punto di riferimento per chiunque voglia avvicinarsi alla nave. La presenza dell’Amerigo Vespucci a Trieste è accompagnata dal Villaggio in Italia, lo spazio espositivo che durante il tour mondiale ha affiancato la nave in ogni porto, con contenuti dedicati all’eccellenza italiana in vari settori.

Per gli orari di visita e le modalità di accesso a bordo, la fonte più aggiornata e affidabile rimane il sito ufficiale della Marina Militare, che gestisce direttamente le aperture al pubblico e può aggiornare le informazioni in tempo reale in base alle esigenze operative della nave.

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Vale la pena arrivare con un po’ di anticipo: le code al Molo Bersaglieri possono formarsi rapidamente, soprattutto nel fine settimana. Trieste, del resto, non è una città che lascia indifferenti — il centro storico, Piazza Unità d’Italia a pochi passi dal porto, il Caffè degli Specchi, il mercato di Ponterosso: ci sono più che abbastanza ragioni per trasformare la visita alla nave in una giornata intera.

Il rientro a Trieste chiude un capitolo importante

L’Ammiraglio di Squadra Vincenzo Montanaro, Comandante del Comando Logistico della Marina Militare, è tra le figure istituzionali che hanno accompagnato la conclusione di questo tour. La Campagna in Nord America 2026 ha portato la nave attraverso porti nordamericani, con oltre centomila visitatori che hanno messo piede su un pezzo di storia italiana navigante.

Trieste come porto d’arrivo ha una logica precisa: è una città di confine, storicamente aperta all’Europa centrale, con un porto che ha visto passare merci, culture e storie per secoli. Chiudere qui un giro del mondo non è solo una scelta geografica — è quasi un gesto simbolico.

Se siete in zona o state pensando a un weekend in Friuli-Venezia Giulia in questo periodo, l’occasione è concreta e limitata nel tempo: cinque giorni, un molo, una nave che ha quasi cent’anni e ancora naviga. Difficile trovare un motivo più solido per prendere il treno verso il Golfo di Trieste.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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