Sull’isola di Brač, nel cuore della Dalmazia croata, esiste un posto che sembra concepito per chi vuole capire come la solitudine possa diventare architettura. L’eremo di Blaca — Pustinja Blaca in croato — è un monastero scavato direttamente nella roccia calcarea, nascosto tra le falesie che precipitano verso il mare adriatico, raggiungibile soltanto a piedi o via barca. Non è una rovina romantica da fotografare in fretta: è un luogo che richiede impegno per essere raggiunto e restituisce, in cambio, qualcosa di difficile da trovare altrove.
Un monastero scolpito nella pietra calcarea di Brač
L’isola di Brač è famosa in tutto il Mediterraneo per la qualità del suo calcare bianco — la stessa pietra usata, secondo la tradizione, per il Palazzo di Diocleziano a Spalato. Ma la roccia di Brač non ha soltanto alimentato cantieri e cattedrali: in certi angoli dell’isola è diventata rifugio. L’eremo di Blaca nasce proprio così, fondato nel XVI secolo da monaci in fuga dalla persecuzione ottomana che cercavano un posto abbastanza remoto da garantire sopravvivenza e silenzio.
Il risultato è una struttura che non si sovrappone al paesaggio ma lo abita dall’interno. Le pareti della falesia diventano muri, le cavità naturali si trasformano in celle e corridoi, e l’insieme — visto dall’esterno — sembra quasi un miraggio di pietra grigia tra la vegetazione mediterranea. Brač è un’isola che già di per sé ha una qualità visiva precisa: colline brulle, pini, vigneti, il bianco abbagliante della roccia sotto il sole. L’eremo si inserisce in questo paesaggio con una logica quasi geologica.
Cosa custodisce l’eremo: libri, telescopi e una storia lunga secoli
Ciò che sorprende, una volta arrivati, non è solo l’architettura. All’interno dell’eremo di Blaca si trova una biblioteca con testi antichi, una tipografia storica e una collezione di telescopi — strumenti che raccontano di una comunità monastica tutt’altro che chiusa al mondo, curiosa verso la scienza e l’astronomia quanto verso la fede. È un dettaglio che rovescia l’immagine del monastero come luogo di puro isolamento: qui, tra le falesie della Dalmazia, qualcuno guardava le stelle.
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Questo contrasto — tra la posizione remota e la ricchezza intellettuale degli oggetti conservati — è probabilmente ciò che rende l’eremo di Blaca uno dei siti storici più singolari dell’intera costa adriatica croata. Non è un museo allestito per il turismo, ma un luogo che ha accumulato secoli di vita concreta: libri letti, strumenti usati, spazi abitati. Visitarlo significa percepire una presenza umana che non è mai del tutto svanita.
Come si raggiunge: il percorso a piedi attraverso la foresta di pini
Arrivare all’eremo richiede un minimo di pianificazione. L’accesso avviene a piedi o via mare, senza alternative motorizzate: la posizione dell’eremo, incassato tra le falesie lontano dai centri abitati, esclude qualsiasi comodo parcheggio a due passi dall’ingresso. Chi sceglie la via terrestre percorre un sentiero che attraversa una foresta di pini, con il profumo della resina che accompagna ogni passo e la luce che filtra tra i rami in modo diverso a seconda dell’ora.
Il percorso non è tecnicamente impegnativo, ma richiede scarpe comode e una certa disponibilità a camminare su terreno irregolare. La durata varia in base al punto di partenza, ma è bene calcolare tempo sufficiente per non affrettare né l’andata né la visita. Chi arriva in barca — un’opzione praticata soprattutto da chi naviga lungo la costa dalmata — può ormeggiare in una piccola baia e poi proseguire a piedi verso l’eremo.
- Via terra: sentiero pedonale attraverso pineta, adatto a chi è in buona forma fisica e ha calzature adeguate.
- Via mare: possibile con imbarcazione privata o charter; si ormeggia in baia e si prosegue a piedi.
- Periodo consigliato: primavera e inizio autunno offrono temperature più miti per il trekking; l’estate è fattibile ma calda.
Quando andare e come organizzare la visita a Brač
L’isola di Brač è raggiungibile da Spalato con traghetti regolari che collegano il continente a Supetar, il centro principale dell’isola. Da lì, l’eremo di Blaca si trova nella parte meridionale di Brač, abbastanza distante dai villaggi turistici più frequentati come Bol — la spiaggia di Zlatni Rat, la più famosa dell’isola, si trova a est, mentre l’eremo occupa una posizione più isolata verso ovest.
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La primavera — tra aprile e giugno — è probabilmente il momento più equilibrato per visitare: il caldo non è ancora estivo, la vegetazione è verde e il sentiero non è polveroso come in agosto. Settembre e ottobre offrono condizioni simili, con il vantaggio di trovare meno visitatori rispetto all’alta stagione. In estate l’eremo è comunque accessibile, ma il calore rende il trekking più faticoso e conviene partire nelle prime ore del mattino.
Prima di partire è utile verificare gli orari di apertura e le eventuali condizioni di accesso direttamente tramite le fonti turistiche ufficiali della Croazia, poiché un sito di questo tipo può avere variazioni stagionali.
Perché vale la deviazione rispetto alle spiagge
Brač attira ogni estate migliaia di visitatori attratti soprattutto da Zlatni Rat, la lingua di ghiaia che cambia forma con la corrente. È una spiaggia che merita la sua fama. Ma l’isola ha un’altra faccia — più silenziosa, più rugosa — che si rivela soltanto a chi è disposto a camminare un po’. L’eremo di Blaca appartiene a questa Brač meno fotografata: non è un’alternativa alla spiaggia, ma un modo diverso di stare sull’isola, di capire cosa significhi abitare un paesaggio difficile e trasformarlo in qualcosa di duraturo.
Portare con sé acqua sufficiente, non aspettarsi servizi turistici strutturati e lasciare tempo per sedersi in silenzio tra le pietre: sono le uniche istruzioni necessarie. Il resto lo fa il posto da solo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








